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A pequena revolução de Jacques Prévert
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La piccola rivoluzione di Jacques Prévert
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Há um poeta imóvel
No meio da rua. Não é anjo bobo Que viva de brisa, Nem é canibal Que coma carne crua. Não vende gravatas, Não prega sermão, Não teme o inferno, Não reclama o céu. É um poeta apenas, Sob seu chapéu. À sua volta, o trânsito Escorre, raivoso, E o semáforo muda, Célere, os sinais. Mas o poeta não sai De seu lugar. Jamais. Diz um padre: — “É pecador. Blasfemou, praticou Fornicação, assalto. Por castigo ficou Atado ao asfalto.” Diz um rico: — “É anarquista, Que mastiga pólvora, Que bebe cerveja. E espera a explosão Da bomba sob a igreja.” Diz um soldado: — “É agente De potência estrangeira. Aguarda seus cúmplices, Ocultos em algum Lugar desta ladeira.” Diz um doutor: — “É vítima De mal perigoso. Está paralítico, Ou talvez nefrítico, Ou então leproso.” Ante notícias Tão contraditórias, Há queda na Bolsa, Pânico na Sé, Cai o Ministério, E foge o doutor, O padre, o soldado, O rico, o ministro, O governador. Sem donos, o povo Livra-se de impostos; Sem padres, o povo Livra-se da missa; Sem doutores, o povo Livra-se da morte. As ruas se animam De vozes, de cores, De passos, pregões, Abraços, canções. E, no meio da rua, Sob seu chapéu, Sob o azul do céu, O poeta sorri, Completo, Feliz. |
C’è un poeta immobile
Nel mezzo della strada. Non è un angelo ottuso Che vive solo d’aria, E neppure un cannibale Che mangia carne cruda. Non vende cravatte, Non predica sermoni, Non teme l’inferno, Non implora il cielo. Non è che un poeta, Sotto il suo cappello. Intorno a lui, il traffico Scorre, rabbioso, E il semaforo cambia, Rapido, i colori. Ma il poeta non lascia Il suo posto. Mai Dice un prete: — “È un peccatore. Ha bestemmiato, ha commesso Fornicazioni, rapine. Per castigo è rimasto Incollato all'asfalto.” Dice un ricco: — “È un anarchico, Che mastica polvere pirica, Che beve birra. E attende l’esplosione Della bomba sotto la chiesa.” Dice un soldato: — “È un agente D’una potenza straniera. Aspetta i suoi complici, Nascosti da qualche Parte in questa brughiera.” Dice un dottore: — “È vittima D’un male insidioso. È paralitico, O forse nefritico, Oppure è lebbroso.” Di fronte a notizie Tanto contraddittorie, C’è un crollo in Borsa, Panico in Vescovado, Cade il Governo, E fugge il dottore, Il prete, il soldato, Il ricco, il ministro, Il governatore. Senza padroni, il popolo Si libera dalle tasse; Senza preti, il popolo Si libera dalla messa; Senza dottori, il popolo Si libera dalla morte. Si animano le strade Di voci, di colori, Di passi, d’esternazioni, D’abbracci e di canzoni. E, nel mezzo della strada, Sotto il suo cappello, Sotto l’azzurro del cielo, Il poeta sorride, Appagato, Felice. |
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| Cristian Bozzi Jacques Prévert (2022) |
