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• Fernando, nel corso della sua vita intera, è stato un giornalista con la passione dei libri: aveva il dono di saper raccontare le storie di gente comune o dei membri della sua famiglia, di descrivere il mondo che lo circondava attraverso cronache, principalmente radiofoniche, reportages, interviste, critiche letterarie, ma anche in romanzi, novelle, raccolte poetiche, e nel caso di queste ultime, in modeste edizioni a piccola tiratura, o su volantini che faceva circolare tra i suoi estimatori.
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• Sulla rivista «LER», egli si descriveva così: «Io ero un ragazzino che faceva delle ottime composizioni. Ho coltivato questa inclinazione senza volerlo, grazie a dei bravi professori e a mio padre che per me aveva aperto un conto in una libreria di Coimbra, dove potevo ordinare tutto ciò che desideravo.»
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• «Mi piacerebbe leggere Proust.» E mio padre rispose: «Ma À la recherche du temps perdu, sono un bel po’ di volumi!» «Quindici, nell'edizione Gallimard.» «Allora, ordinali.» Fu così che avrebbe dato vita a una biblioteca che conserverà per tutta la vita.
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• Le sue prime letture spaziano da Henri Michaux e Francis Ponge a T.S. Eliot e Ezra Pound, e più avanti Camilo Castelo Branco o i classici spagnoli. Frattanto, la rivelazione più grande per lui fu Carlos Drummond de Andrade: «Egli è stato il mio Pessoa, il mio Camões, il poeta di lingua portoghese che m’ha regalato il piacere della poesia».
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• Ma questo ragazzino amava anche il calcio: «Eusébio segna calci di punizione da trenta metri, Artur Jorge calcia pallonetti nell'incrocio dei pali, Dinis dribbla oltre la bandierina del calcio d'angolo, ma io ero il miglior giocatore della Rua Guerra Junqueiro e non è ancora nato nessun successore degno di questo titolo» scriveva in Trabalhos e paixões de Benito Prada
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• Il padre, medico ginecologo, grande lettore, drammaturgo e musicista, era direttore dell'Orfeão Académico de Coimbra e della corale, e la famiglia aveva a disposizione anche un palco al Teatro Avenida: si può affermare che l’infanzia di Fernando e di sua sorella minore, Maria Manuela, sia stata felice e stimolante. Passavano le vacanze per lo più sulle spiagge della costa, come Torreira, dove egli incontrò la donna della sua vita, Rosário Ruella Ramos. Lei aveva quindici anni, lui diciannove.
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• Fernando cominciò gli studi superiori inizialmente al Liceo D. João III e frequentò, in parallelo, i corsi dell'Istituto Musicale di Coimbra, ma per motivi di salute non superò l'esame di ammissione all'Accademia Militare. Questo dispiacque molto a suo padre, ex allievo di questa scuola. Da notare che allora il medico di famiglia era il dottor Adolfo Rocha, lo scrittore Miguel Torga
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• Dopo aver conseguito la maturità nel 1954, iniziò gli studi di Giurisprudenza su richiesta di suo padre. Ma questa esperienza si rivelò negativa e, dopo un anno sabbatico, passò agli studi di Filologia germanica presso la Facoltà di Lettere.
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• Bisogna prendere atto che, malgrado la sua vasta cultura generale, Fernando non eccelse all’università. Detestava il sapere accademico, i compendi rigorosi e preferiva il teatro e le gite studentesche con i suoi amici di allora, Manuel Alegre, il poeta e futuro candidato alla presidenza e José Carlos de Vasconcelos, scrittore e futuro deputato, che gli fecero scoprire nuovi autori, tra i quali Fernando Pessoa (!) John Steinbeck, William Faulkner, James Joyce o Virginia Woolf. Partecipò anche a collettivi universitari di teatro del CITAC di cui fu cofondatore e del TEUC grazie al quale fece un viaggio a Cabo Verde.
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• La sua coscienza politica si consolidò in quel periodo. Firmò alcuni articoli sulla rivista portoghese Vértice sviluppandovi idee neorealiste sostenute dal materialismo dialettico (da non confondere con la rivista spagnola con lo stesso nome). Infine, conseguì la laurea in filologia con una dissertazione sul poeta inglese degli anni ’30, Stephen Spender in virtù della quale ottenne un soggiorno di studi ad Heidelberg, in Germania.
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• Il 4 febbraio 1961 segnò l'inizio della guerra d'indipendenza dell'Angola, che si concluse il 25 aprile 1974. Nello stesso anno e nell'anno successivo, Fernando completò il servizio militare presso la Scuola Pratica di Cavalleria di Santarém e il Reggimento di Cavalleria (RC3) di Estremoz.
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• Il 1963 fu un anno cruciale per Fernando. Le circostanze del suo arruolamento furono traumatiche. Ricevette da suo padre, propugnatore della guerre, un «ultimatum»: si suo figlio avesse disertato, lui stesso si sarebbe arruolato. Prima di partire per l'Angola, sposò la sua amica d’infanzia, Maria do Rosário che gli avrebbe dato sei figli, cinque femmine: Rita, Ana, Rosa, Catarina, Bárbara, e un maschio, João.
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• Fu proprio dall'Angola che Fernando inviò al padre la versione definitiva della sua prima raccolta di poesie, Cuidar dos Vivos, un semplice opuscolo che il padre avrebbe pubblicato a proprie spese.
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• Venne assegnato al Bataillon 437, a Nambuangongo e Zala, proprio nel cuore del conflitto, dove visse un’esperienza limite per la quale si sentiva completamente impreparato, scoprendo una realtà di fronte alla quale il suo parse si mostrava «completemente cieco e sordo», scriveva in una lettera alla moglie, datata a giugno.
• In un’altra, a settembre, esclamava: «Ascoltare mio padre che parla della sua vocazione militare, mi è insopportabile. Io non so se, quando tornerò, avrà l'amabilità di dimenticarsi che io vengo dalla guerra». E le confida: «Potrei vendere pettini e saponette per il resto della mia vita. Ma non so sparare, e non riesco a pensare lucidamente o a controllarmi quando sono sotto tiro.».
• Alcuni giorni dopo, egli fu evacuato verso la clinica di neuropsichiatria dell’Ospedale Militare di Luanda. All’inizio dell’anno seguente, apprese della nascita della sua primogenita: Rita. Rimase comunque sul territorio fino a giugno 1965, lavorando nel quartier generale, occupandosi di contabilità.
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• La guerra in Angola fu per lui un punto di rottura. Verso la fine della sua vita, nel corso di un’intervista a un programma radiofonico, rivelò: «Ancor oggi, in periodi prolungati d’insonnia, a volte ascolto degli spari lontani […] sono già molto deboli, li sento appena, ma mi fanno comunque sudare nel mio letto».
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• Nel 1965, su invito del cognato, Fernando si trasferì da Coimbra e iniziò a lavorare al “Diario di Lisbona” (la famiglia Ruela Ramos era associata a quel giornale). Vi rimase fino al 1971, anno in cui decise di partecipare al rinnovamento del giornale “República”.
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• Nel 1972, pubblicò la sua seconda raccolta poetica Câu Kiên: um resumo, dove parlava della guerra coloniale portoghese, ancora in corso, fino al 1974, messa in ombra dalla guerra del Viet Nam. Ripubblicò nel 1976 una versione accresciuta, e più esplicita, di questa raccolta, sotto un altro titolo: Catalabanza, Quilolo e volta dopo la Rivoluzione dei Garofani.
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• Fernando divenne un giornalista grandemente apprezzato e una figura popolare nel Portogallo nella seconda metà degli anni ’70. Nel 1973-74, scrisse per la rivista “Ele” con Alexandre O’Neill in particolare. Tornò poi al Diario di Lisbona nel 1974, dove sarebbe rimasto fino al 1979.
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• In seno al gruppo Projornal, Assis è stato redattore e capo redazione di “O Jornal”, ha collaborato con il settimanale “Se7e” (di cui fu direttore aggiunto) e per il “Jornal de Letras” (di cui fu membro del consiglio editoriale e capo redattore)
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• Nel 1991, raccolse la maggior parte delle sue poesie sparse in una raccolta intitolata: A Musa Irregular; Nuno Judice affermò che queste poesie acquisiscono «una certa vicinanza con il loro lettore» rivolgendosi proprio a quest’ultimo a cui i suoi versi sono destinati.
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• Infine, nel 1993 partecipò alla creazione della rivista “Visão”. E pubblicò, dopo Walt (1978), di cui non fu mai soddisfatto, il suo secondo romanzo Trabalhos e Paixões de Benito Prada. Un romanzo picaresco in cui Fernando, dal punto di vista linguistico, sperimenta un «incrocio di territori linguistici» del portoghese, del galiziano e del castigliano.
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• Il nostro "giornalista-poeta" era spesso associato a una personalità espansiva e a uno spirito giocoso. Era considerato "un campione della convivialità" e la sua evidente gioia di vivere gli valse la reputazione di gaudente. Negli ultimi anni della sua vita, certe caratteristiche dello scrittore erano divenute leggendarie: «l’Assis buona forchetta, l’Assis lettore onnivoro, l’Assis attento ai più piccoli, l’Assis amichevole, lucido e generoso». Proprio come certi oggetti feticcio ormai di pubblico dominio, in particolare quella macchina da scrivere Olivetti che l'autore, secondo diverse testimonianze, "martellava" con due dita.
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• Fernando, che aveva avuto un infarto nel 1983, era stato sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza per un aneurisma aortico nel marzo 1994 e da undici giorni stava avendo i primi sintomi di un ictus, crollò davanti all'ingresso della libreria Buchholz a Lisbona, non lontano dall'incrocio tra Avenida da Liberdade e Rua Alexandre Herculano.
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