Al Berto


• Al Berto, pseudonimo di Alberto Raposo Pidwell Tavares (Coimbra, 11/1/1948 - Lisbona, 13/6/1997) è una delle figure più emblematiche della poesia portoghese contemporanea.
• Al Berto apparteneva ad una famiglia dell’alta borghesia, d'origine inglese da parte della nonna paterna. Suo padre, che aveva fatto i suoi studi di medicina a Coimbra, poco dopo la nascita del figlio, si trasferì nell'Alentejo. Alberto aveva quattro anni quando il padre morì tragicamente in un incidente automobilistico.
• Trascorse l’infanzia e l’adolescenza a Sines, finché la sua famiglia, nel 1965, lo iscrisse alla Escola António Arroio, di Lisbona, dove seguì gli studi artistici.
• Al Berto, che fin dall’infanzia, amava molto la lettura, la musica e la danza, manifestò una propensione spiccata per il disegno e per la pittura ad acquarello e tempera. Nel 1967, lasciò il suo paese in piena dittatura di Salazar ed emigrò a Bruxelles, per sfuggire all’arruolamento militare e alla guerra coloniale. Qui si iscrisse ai corsi di pittura monumentale all'École Nationale Supérieure d'Architecture et des Arts Visuels. In seguito partecipò alla fondazione dell’associazione "Montfaucon Research Center" con Joëlle de La Casinière, Sophie Podolsky, autrice di “Le Pays où tout est permis”, e altri amici (artisti plastici, fotografi, scrittori).
• Durante questo periodo d’esilio (sarebbe tornato a Lisbona soltanto nel 1975) viaggiò parecchio, in Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Grecia.
• Dal 1971 cominciò a perdere interesse per le arti plastiche e ad entusiasmarsi per i diari di viaggio - «un po’ di carta e una stilo» gli erano sufficienti per scrivere. Un po’ alla volta, accantonò la pittura considerandosi sempre più un «autore di testi letterari». Fu allora che cambiò il proprio nome e nacque Al Berto: «Ho sentito il bisogno di aprire una breccia entro qualcosa di molto mio e ho spezzato il mio nome in due, una scissione lungo un certo percorso. Un modo per non dimenticare l’abisso»
• e di opporsi alla paura (il corpo messo alla prova su tutti i fronti): «Avevo paura di stare solo e scrivevo. (...) Ho scritto per paura e contro la paura. (...)
• Sette mesi dopo la Rivoluzione dei Garofani, nel novembre 1975, Al Berto fece definitivamente ritorno in Portogallo, e si stabilì a Sines. Nel suo villaggio, borgo di pescatori e marinai, trasformato in un immenso complesso industriale, aprì una libreria che chiamò "Tanto Mar" e divenne editore dei propri libri e di quelli d’altri autori, marginali come lui, affrontando senza falsi pudori certi tabù sociali e opponendosi, con la sua poetica, ai moralismi e alla bacchettoneria. Questo progetto di libreria non sarebbe durato che un anno. Nel 1977, dovette chiudere bottega e partì per Lisbona.
• Fu in quest’epoca che, preso da una continua agitazione, cominciò a fare la spola tra Lisbona e Sines. Nel corso di un’intervista, alla domanda di un giornalista per quale ragione egli dividesse il proprio tempo tra le due città, rispose: «La notte ha a che vedere con Genet. L'evasione, con Rimbaud. Il lato mistico con Bataille. Sade, con l’inaspettato. Il lato sfrenato (droga, alcol, anche se da dieci anni ha perso molto vigore...), con Baudelaire. Un giorno andrò in convento. Indosserò un abito bianco, molto bianco ed entrerò in convento. Questo sarà il mio avvenire; ma in un convento dove si insegni il canto gregoriano... »
• Nel 1981, ritornò a Sines e s’insediò alla "Quinta de Santa Catarina", la fattoria dei suoi nonni, i Pidwell Tavares. Lavorò come animatore culturale per il Comune di Sines. In seguito, tra il 1992 e il 1994, dopo aver organizzato lo spazio culturale del municipio ed aver collaborato a vario titolo col Centro Cultural Emmerico Nunes (dal nome di un pittore modernista), finì per assumere la direzione di questo centro.
• Frattanto, crebbe la sua popolarità come poeta e la sua poesia continuò a ricevere critiche positive. Nel corso di tutta la sua vita, Al Berto collaborò con diverse riviste e giornali, partecipò a numerosi dibattiti, incontri di poesia e sedute di lettura, fece traduzioni e pubblicò libri di prosa, di teatro e, soprattutto, di poesia.
• Nel 1987, ricevette il Premio del PEN Club di Poesia per il suo libro O Medo (La Paura), che riuniva tutte le sue opere poetiche dal 1974 al 1986 (nuovi scritti dell’autore sarebbero stati aggiunti nelle successive edizioni di quest’opera). Nel 1992 venne decorato, dall’allora presidente Mário Soares, con la medaglia di Ufficiale dell'Ordine Militare di SantʻIago da Espada, e nel 1995 con la Medaglia al Merito Municipale conferita dalla Municipalità di Sines.
• Al Berto si spense a Lisbona nel 1997, all’età di 49 anni, vittima di un linfoma diagnosticatogli pochi mesi prima.
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OPERE POETICHE PUBBLICATE (15 raccolte di poesia, tra cui 3 edizioni dell'opera completa)


• 1982 Trabalhos do Olhar
• 1983 O Último Habitante
• 1984 Salsugem
• 1984 A Seguir o Deserto
• 1985 Três Cartas da Memória das Índias
• 1985 Uma Existência de Papel
• 1987 O Medo (Trabalho Poético 1974-1986)

• 1989 O Livro dos Regressos
• 1990 A Secreta Vida das Imagens
• 1991 Canto do Amigo Morto
• 1991 O Medo (Trabalho Poético 1974-1990)
• 1995 Luminoso Afogado
• 1997 Horto de Incêndio
• 1998 O Medo (Trabalho Poético 1974-1997)
• 2007 Degredo no Sul (postumo)

OPERE IN PROSA :


• 1977 À Procura do Vento num Jardim d'Agosto
• 1980 Meu Fruto de Morder, Todas as Horas
• 1988 Lunário
• 1993 O Anjo Mudo
• 2007 Dispersos
• 2012 Diários



ALTRE PUBBLICAZIONI:

– TEATRO –

• 1985 Apresentação da Noite

– ARTI VISIVE –

• 2012 Projectos 69

PREMI & ONORIFICENZE:

• 1987 Premio di Poesia del PEN Club per il suo libro O Medo (La Paura)
• 1992 Ufficiale dell'Ordine Militare di SantʻIago da Espada conferito dal presidente della repubblica Mario Soares
• 1995 Medaglia al Merito Municipale conferita dalla Municipalità di Sines.

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POESIE ON LINE


  • Estratte da Trabalhos do Olhar (1982) :
1
2
3
4
As plantas deslocam-se...
Escrevo-te a sentir tudo isto...
O amor aumenta...
Tentativas para um regresso à Terra
Le piante s’incamminano...
Ti scrivo nel sentire tutto questo...
L’amore aumenta...
Tentativi di ritornare alla Terra


  • Estratte da Salsugem (1984) :
1
2
3
4
5
6
7
8
A escrita é a minha primeira morada...
Cromo
Há-de flutuar uma cidade...
Pernoitas em mim...
Procuro-te no meio dos papéis escritos...
Quando aqui não estás...
Se um dia a juventude voltasse...
Visita-me enquanto não envelheço...
È la scrittura la mia prima dimora...
Cromo
Dovrà fluttuare una città...
Tu passi la notte in me...
Ti cerco in mezzo alle carte scritte...
Quando tu non sei qui...
Se un giorno la gioventù tornasse...
Vieni a trovarmi prima che io invecchi...


  • Estratte da Uma Existência de Papel (1985) :
1
2
Mais nada se move em cima do papel...
Nomeio constelações...
Più nulla si muove sulla carta...
Chiamo per nome le costellazioni...


  • Estratte da O medo (1987) - (O Esquecimento em Yucatán, 1982-83) :
1
Enquanto falavas de um mar...
Mentre parlavi di un mare...


  • Estratte da O medo (1987) - (A Noite Progride Puxada à Sirga, 1985) :
1
Corpo
Corpo


  • Estratte da O medo (1987) - (Sete Poemas do Regresso de Lázaro, 1985) :
1
2
Os amigos
Encomenda Postal
Gli amici
Consegna postale


  • Estratte da Lunário (1988) :
1
Quase nunca estive morto...
Quasi mai son stato morto...


  • Estratte da O livro dos regressos (1989) :
1
No exíguo espaço do corpo...
Nell’esiguo spazio del corpo...


  • Estratte da Horto de incêndio (1997) :
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Acordar tarde
Avião
Fantasmas
Febre
Horto
Incêndio
Inferno
Mudança de estação
Outro dia
Recado
SIDA
Vestígios
Destarsi tardi
Aereo
Fantasmi
Febbre
Orto
Incendio
Inferno
Cambio di stagione
Un altro giorno
Messaggio
AIDS
Reperti


  • Estratte da O medo (1998) - (Opere poetiche 1974-1997) :
1
2
3
4
5
6
As mãos pressentem...
Deitei a cabeça em cima da fotografia...
Falso retrato de Andy Warhol
Ofício de amar
Última Carta de Van Gogh a Théo
Vêm sôfregos...
Le mani percepiscono...
Ho posato la testa sulla fotografia...
Finto ritratto di Andy Warhol
Il mestiere di amare
Ultima Lettera di Van Gogh a Théo
Vengono avidi...








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