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• «Vengo dalla pampa, dall'universo. Vengo da gente infaticabile, insieme a Jesualdo Monte, Miguel Poente, Francisco Tesser, – i viventi, con i braccianti agricoli e i viandanti delle città, gli anonimi, i condannati e gli affrancati. Quelli che parleranno sempre con la mia voce, le personae-poesia, gli esseri collettivi».
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• È così che si presenta Carlos, nel suo discorso d’insediamento all’ABL. Più avanti, ricordando la sua infanzia, aggiunge «ed ecco che riemergono: mio nonno Antonio Miguel, venditore ambulante siriano, commerciante nella Rua Nova della mia infanzia; Georgina, mia nonna, figlia di libanesi, solfeggiando sui tasti di un pianoforte primordiale, organizzando ogni cosa in ogni stanza della casa, con incrollabile volontà e una gentilezza piena di premure; mia madre Mafalda, che non ho potuto rivedere nell’ora della sua morte. E, naturalmente, mio padre Sady, che m’ha insegnato, ad apprezzare la vita, anche nelle avversità. E a combattere, a mano a mano, per preservarla».
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• «Mi rivedo adolescente, a Porto Alegre, davanti ai libri enigmatici della biblioteca eclettica che mio padre aveva ordinato, in Rua Corte Real - dove la conoscenza universale affluiva dai quattro venti. E i libri si accumulavano nella casa gialla dalle persiane verdi, che il turbinio degli anni ha distrutto, ma che i miei occhi continuano a custodire».
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• «Ed è attraverso le lettere enigmatiche di quei libri che gli si rivelò il mondo: «incisioni di Gustave Doré per i versi della Divina Commedia, romanzi di Alencar, Machado de Assis, Jules Verne e le potenti “illuminazioni” di Alexandre Dumas, più tardi, quelle veritiere di Rimbaud, i drammi di Shakespeare, i lirici greci, Virgilio. Ho vagabondato con Omero e ho visto, inebriato e imberbe, il Cavallo di Troia con i guerrieri nel suo ventre, impazienti e avidi».
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• Carlos frequentò le scuole primarie e secondarie, presso il Colégio Marista do Rosario di Porto Alegre, la capitale del Rio Grande do Sul. Negli anni 1957-1958 intraprese gli studi di Lettere Classiche all'Università cattolica pontificia, studi che abbandonò assai presto per dedicarsi alle Scienze giuridiche e sociali.
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• Quegli anni coincisero con i suoi primi scritti, il che farà dire ad alcuni commentatori che «la sua individualità creativa, da un lato, ha assorbito l’essenzialità di quegli autori, che si sono rivolti all'uomo di fronte all'enigma della vita, unendo a ciò la ricerca sperimentale in poesia, e dall’altro lato, contribuisce a spiegare la rara combinazione di un lirismo poetico con una terminologia giuridica».
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• Nel 1960, Carlos pubblicò la sua prima raccolta di poesie Sélesis, sottolineando la sua appartenenza alla “Geração de 60” (Generazione ’60) che descrive come segue: «essa aspirava a una nuova epica, quella dei guerrieri anonimi della vita quotidiana, che hanno sopportato le calamità della fame, della paura, dell'oppressione sociale ed economica, e sono i sopravvissuti di un mondo meccanico e apocalittico».
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• Nel 1962, si laureò in giurisprudenza, ma suo padre dichiarò fallimento e questa crisi famigliare gettò il poeta in gravi difficoltà finanziarie. L’anno successivo, gli venne diagnosticato un grave problema cardiaco e gli fu formulata una prognosi di sei mesi di vita. Tuttavia pubblicò il suo secondo libro, Livro de Silbion (il primo di una lunga serie di opere di ogni tipo) e venne nominato "Promotore di Giustizia" (Procuratore). Ed esercitando questa funzione, lavorò in diversi distretti del Rio Grande do Sul: Pinheiro Machado, Bagé, Taquari, Uruguaiana, Itaqui, São Jerônimo, Erexim, Caxias do Sul e Porto Alegre, in base al merito. Riandando a quel periodo, egli commentava:
«Ho imparato, tra un verde paesaggio e l’altro, la solitudine, una lezione di libertà impartita quotidianamente dal vento del Minuano. Bastava ascoltare il canto delle creature anonime della pampa. La terra ci riconosce da lontano, dalla nascita.»
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• Nel 1964, mentre ancora lavorava per il Ministero della Giustizia, sposò la sua prima moglie, Maria Carpi, nata a Guaporé nel 1939, e residente a Porto Alegre dall’età di 15 anni. Insegnante, avvocata e difensore civico, scrittrice, cominciò a pubblicare i suoi libri solo nel 1990 e fu madrina della 64ma Fiera del Libro di Porto Alegre nel 2018. Dal loro matrimonio, che durò poco più di 10 anni, nacquero quattro figli: Fabrício, il futuro scrittore Carpinejar (bambino che manifestò deficit cognitivi, che riuscì però a superare grazie al sostegno della famiglia e al suo impegno personale), seguito da Rodrigo, Miguel e Carla.
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• Parallelamente alla sua professione di procuratore, Carlos, dal 1965 al 1973 fu professore di lettere portoghesi alle scuole Normali e agli Istituti di Stato. Inoltre esercitò come avvocato per due anni a Porto Alegre presso vari studi legali.
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• L'opera poetica di Carlos è caratterizzata, pur senza alcun proselitismo, da una forte influenza dell'esperienza religiosa, da una fede cristiana guidata dall'amore per il prossimo e per il Verbo. I due decenni che seguirono furono probabilmente i più fecondi della sua carriera, più di 30 opere in 20 anni. E partecipò a numerosi congressi: a marzo, l’Incontro con gli scrittori latino-americani, a Punta del Este, in Uruguay; poi ai Congressi internazionali di Poesia a Nova Prata e Bento Gonçalves (RGS); ai VI e VIII Incontri nazionali degli scrittori, a Brasília nell’ottobre 1971 e nell’ottobre 1973; al II Congresso nazionale di Poesia, a Goiânia nel giugno 1973 ecc.
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• Nel 1975, dopo la Rivoluzione dei Garofani, intraprese studi giuridici approfonditi a Lisbona grazie a una borsa di studio e all’invito del ministero portoghese degli Affari esteri. Discusse la sua tesi, “L'imputabilità nel diritto penale portoghese e brasiliano”, presso l’Università di questa città.
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• Nel 1979 divorziò dalla moglie Maria Carpi, con la quale rimase in buoni rapporti. E nel 1981 incontrò Elza che sposò in seconde nozze. Alcuni anni più tardi, egli la presentò con queste parole: «Elza Griffo Almeida Nejar è nata il 15 luglio 1943 a Vitória (Espírito Santo). Ha frequentato l’istituto di Musica di Espírito Santo (EMES) fino al quarto anno. Suona il piano e l’organo in una chiesa evangelica. È stata avvocata per Escelsa (Espírito Santo Centrais Elétricas S/A) a Vitória, capitale dello Stato di Espírito Santo, fino al raggiungimento dell’età pensionabile».
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• Nell’ottobre 1981, beneficiò di una borsa della Fondazione Calouste Gulbenkian per un viaggio a Lisbona, con l’intento di organizzare l'Antologia della poesia portoghese contemporanea, che sarebbe stata pubblicata a São Paulo. Nel 1982, aderì alla Chiesa Cristiana Maranata, fondata nel 1968, e fu ordinato pastore, senza che questo fatto fosse reso pubblico. A partire dal 1983, Carlos cominciò a scrivere una sorta di poemi teatrali in versi, su diversi personaggi, che chiamò personae-poemas. E a partire dal 1985 pubblicò libri per i ragazzi.
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• Il 24 novembre 1988, Carlos è stato ammesso all'Accademia brasiliana delle lettere (ABL), andando ad occupare la sedia numero 4 (succedendo a Viana Moog). È stato accolto il 9 maggio 1989 dal docente universitario Eduardo Portella, segretario generale dell’Accademia. Nell’anno 2000 ne avrebbe assunto la presidenza ad interim.
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• Nei mesi di febbraio e marzo del 1989, ha fatto parte della giuria della "Casa de las Américas" all'Avana, a Cuba, e in agosto, ha partecipato alla conferenza «L’eredità della cultura araba nelle culture latino-americane», sulla poesia epica contemporanea, all’Università statale Al Mu’Tamid Ibn Abbad de Asilah a Tangeri, in Marocco.
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• Nel 1991, Carlos pubblicò il suo primo romanzo “Um certo Jacques. Netan”, cui sarebbero seguiti una quindicina d’altri titoli. Ecco quel che dichiarò in un’intervista: «I racconti hanno un flusso particolare, diverso da quello delle poesie. Se le poesie trattano di sogni, i racconti, attraverso la narrativa, sono incubi contemporanei. Ma nella poesia come nella narrativa, io non ragiono, sono ragionato; non sogno, sono sognato. La poesia nasce più facilmente. Nasce dall'aria, e io scrivo sempre a mano. Ogni mio testo viene prima annotato su un quaderno, poi trascritto al computer, una volta revisionata la prima bozza».
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• Nel 2008, dopo aver passato ventisei anni in seno alla Chiesa Cristiana Maranata (con sede a Espírito Santo), ne ha preso fraternamente le distanze e si è affiliato alla Chiesa dell’Assemblea di Dio, Tabernacolo d'Israele, comunità evangelica con sede a Rio de Janeiro, dove passò a risiedere da allora.
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• Ironia della sorte, il «poeta della pampa brasiliana», il gigante gentile, come alcuni amavano chiamarlo alla maniera di Rabelais, ha trovato la sua dimora sul declivio di una collina, nel quartiere di Urca, uno dei più incantevoli di Rio. Carlos l’ha battezzata “Casa do Vento” a causa del continuo sibilare tutt’intorno alla casa. Immersa in un verde paesaggio che si estende a perdita d'occhio, vi si scorge la baia di Guanabara, l'emblematico Pan di Zucchero e l’immensità dell'Oceano Atlantico.
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• Se gli si chiede, qual è il suo autore brasiliano preferito, egli risponde: «i migliori letterati brasiliani, per me, sono Machado de Assis poi Guimarães Rosa, autore di Grande Sertão - Veredas. Quanto ai poeti, ci sono Drummond, João Cabral, Jorge de Lima e Cecília Meireles ».
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