• Vi rimase due anni fino ai 12 anni d’età. Triste e ribelle, considerata una sovversiva per aver difeso gli "orfani", ritenuti, secondo un criterio allora comune, inferiori e maltrattati, Adalgisa venne espulsa. Due anni dopo ci fu l’incontro con un ragazzo del suo quartiere Ismael Nery (1900-1934). Cresciuto in una famiglia ricca e molto cattolica, ma perseguitato dalla figura sinistra di sua madre, incarnazione del suo fanatismo religioso e della sua paranoia, egli divenne una delle personalità del modernismo brasiliano, influenzato dall’espressionismo, dal cubismo e dal surrealismo. Nel 1920, fece un viaggio in Europa e frequentò l'Accademia Julian, a Parigi. Al suo ritorno in Brasile, lavorò nella sezione architettura del Servizio per il Patrimonio Nazionale presso il Ministero delle Finanze, dove entrò in amicizia con il poeta Murilo Mendes.
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• Ismael e Adalgisa si sposarono nel 1922, lei aveva compiuto i 16 anni, lui 22. E dal loro matrimonio, nacquero sette figli, ma solo il primogenito, Ivan, e il minore, Emmanuel, sopravvissero; gli altri (tra cui due gemelli) non superano l’anno di vita. Dal 1927 al 1929, Adalgisa accompagnò il marito in Francia. Incontrarono e furono influenzati dagli artisti cubisti e surrealisti dell’epoca, come Picasso, Miró, Max Ernst o Chagall, ed anche dalla pittura metafisica di Giorgio de Chirico.
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• Nell’anno del loro ritorno, e dopo un viaggio in Argentina e in Uruguay, uno pneumologo diagnosticò a Ismael la tubercolosi: a causa di questa diagnosi, egli si trasferì per due anni in un sanatorio. Apparentemente guarito, partecipò al Salone Rivoluzionario di Rio de Janeiro (1931) e all’esposizione d'Arte Moderna dello SPAM di São Paulo (1933), ma la malattia si riacutizzò in maniera irreversibile e nel 1934 il pittore morì a soli 34 anni.
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• Nel suo romanzo autobiografico A Imaginária che avrebbe pubblicato molto più tardi, Adalgisa raccontò la fascinazione che aveva provato per suo marito agli esordi del loro matrimonio, che presto si trasformò in un vero e proprio terrore di fronte alla violenza di cui egli dava prova nella quotidianità:- «Quell’uomo da me tanto amato, a cui avevo donato tutta la freschezza e la bellezza del mio primo amore, si lasciava andare a sfoghi, che liberavano la sua vita dalle sofferenze fisiche e morali… Ma lasciava sul mio corpo tutti i fallimenti, tutte le rovine, tutti i tormenti e tutte le disillusioni. Era un cumulo di miserie e dolori difficile da estirpare».
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• Si potrebbe affermare, secondo Murilo Mendes, grande collezionista delle opere di Ismael e che, dopo la morte dell’artista, si convertì alle sue idee, che la storia dolorosa di Adalgisa accanto del marito costituì il mito fondatore della sua poesia, pervasa dalla filosofia di questi, e dall’influenza dei suoi amici più intimi. Quella filosofia venne definita essenzialista, surrealista e cattolica.
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• L’essenzialismo potrebbe essere così riassunto, «l’essenza precede l’esistenza», in altri termini: mentre l'aspetto esteriore di un essere può cambiare, la sua essenza rimane la stessa. Ismael ricercava nelle sue opere una trasfigurazione e un equilibrio tra lo spirito e la materia, indipendentemente dallo spazio e dal tempo. Adalgisa, dal canto suo, sovvertì questa relazione e applicò questo principio a tutta la natura: esseri viventi, animali e cose. Propose un'astrazione strettamente materiale. «La carne come materia privilegiata e la decomposizione fisica come momento disturbante in cui le categorie di corpo, spazio e tempo perdono il loro significato rappresentativo». A questo proposito si veda la poesia Eu em ti.
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• Vedova a ventinove anni, e senza risorse con due figli a carico, Adalgisa rifiutò le proposte di Murilo Mendes, innamorato di lei, e iniziò a lavorare presso la Caixa Econômica Federal (Cassa di Risparmio Federale), poi ottenne un posto al Consiglio del Commercio con l’Estero di Itamaraty (ministero brasiliano degli Affari Esteri). Nel 1937 Adalgisa pubblicò la sua prima raccolta di poesie: Poemas; questa raccolta fu calorosamente salutata da Manuel Bandeira; quello fu l’anno dell’instaurazione dell’Estado Novo di Getúlio Vargas, regime autoritario d’ispirazione mussoliniana.
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• Ricordiamo che Getúlio Vargas prese il potere nel 1930 grazie all’unica vera rivoluzione brasiliana. Egli modernizzò un paese a economia ancora largamente agricola, caratterizzato dall’abolizione tardiva della schiavitù (1888). Durante i suoi governi, le masse fecero il loro ingresso in politica, i lavoratori conquistarono alcuni diritti (ferie retribuite, giornata lavorativa di 8 ore, diritto di voto alle donne ecc.), il Brasile adottò un capitalismo di Stato, prosperò l’industria e un’identità nazionale emerse dalle divisioni regionali, identità fondata secondo Vargas sul meticciato, fusione che unisce indiani, neri e bianchi sotto un unico volto egualitario, con l'obiettivo di cancellare le palesi disuguaglianze.
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• Ma questa modernizzazione ebbe un costo. Il modello di sviluppo divenne autoritario e il progresso economico si accompagnò a quindici anni di repressione. Questo Stato, forte e centralizzato, si eresse a baluardo dell’anticomunismo, (senza però reprimere alcuni dissidenti come Carlos Drummond de Andrade), promosse un'alleanza con i militari e orchestrò un autocolpo di stato nel 1937. Alla «vecchia Repubblica» (1889-1930), Vargas oppose l’Estado Novo, che avrebbe presieduto per otto anni.
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• La sua ambigua modalità d'azione ha alimentato le critiche moderne, in particolare da parte del Partito dei Lavoratori di Lula, che rifiuta qualsiasi collegamento con il "getulismo".
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• Nel 1939, il DPDC (Departamento de Propaganda e Difusão Cultural), fondato nel 1934, venne riorganizzato e divenne il tristemente noto DIP (Departamento de Imprensa e Propaganda). Era diretto dal giornalista Lourival Fontes. Originario dello Stato di Sergipe, partigiano dell’Aliança Liberal, Lourival Fontes si era avvicinato a Vargas già nel 1930 e la sua uscita dal DIP nel 1942 non intaccò in alcun modo l'amicizia che allora lo univa al dittatore.
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• Dopo la pubblicazione della sua prima raccolta, Adalgisa cominciò a collaborare con giornali e riviste, come «O Jornal», «Dom Casmurro» o «Q Cruzeiro», si dedicò al genere novellistico con OG, e tradusse dal francese e dall’inglese poesie, saggi e romanzi. Ella fece allora la conoscenza di Lourival, con cui si sposò nel 1940.
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• Due anni dopo, suo marito ebbe un incarico diplomatico a New York. Adalgisa visitò gli Stati Uniti e il Canada. Poi nel 1945, raggiunsero l’ambasciata brasiliana in Messico. Qui Adalgisa trovò un ambiente più in sintonia con il suo temperamento e la sua sensibilità artistica. Venne in contatto con artisti come Frida Kalho, Diego Rivera o José Clo Orozco. Nel 1952 fece un secondo viaggio in Messico, in qualità di ambasciatrice plenipotenziaria in rappresentanza del Brasile, in occasione dell’investitura del presidente eletto Adolfo Ruiz Cortines. Ella tenne anche una serie di conferenze su Juana Inés de la Cruz, che le valse il primato di essere la prima donna a ricevere l'Ordine dell'Aquila Azteca
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• Il 1953 fu un anno cruciale nella vita di Adalgisa. Dopo un viaggio in Europa, nel corso del quale l’editore parigino Pierre Seghers pubblicò un’antologia delle sue opere poetiche, Lourival l’abbandonò per un’altra donna. Ella riprese la sua attività giornalistica e collaborò alla cronaca Retrato sem Retoque (Ritratto senza ritocco) del quotidiano della sera «Última Hora». Nel 1959 pubblicò il suo romanzo più suggestivo A Imaginária.
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• Forte del suo stile giornalistico incisivo, Adalgisa entrò in politica. Fu eletta deputata nel 1960, rappresentante del PSB (Partito Socialista Brasiliano). Parallelamente riunì le sue precedenti raccolte di poesie più un inedito Novos poemas e pubblicò l’insieme con il titolo di Mundos Oscilantes.
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• Adalgisa fu rieletta durante il sistema bipartitico, in rappresentanza del MDB (Movimento Democratico Brasiliano). Ma nel 1969, l'avvento della dittatura militare di Goulart pose fine ai suoi mandati. Le furono revocati i diritti civili. Senza un soldo e sconvolta, Adalgisa fu accolta tra il 1974 e il 1975 dal giornalista radiofonico e televisivo Flávio Cavalcanti, a sua volta sostenitore della dittatura.
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• Nel 1975, il figlio minore, Emmanuel, la ospitò a casa sua. Nel maggio 1976, di sua iniziativa Adalgisa decise di entrare in una casa di riposo per la terza età, a Jacarepaguá. L’anno successivo fu colpita da un ictus e rimase afasica ed emiplegica. Tre anni dopo si spense a settantaquattro anni.
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