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• Nonostante il sostegno di uno zio, fratello di sua madre e proprietario di una cartoleria, l'infanzia di Orides fu segnata da difficoltà economiche ed affettive. I genitori ebbero una seconda figlia, nata morta, alla quale in seguito ella avrebbe dedicato un sonetto, Soneto à minha irmã (nascida morta).
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• Bambina solitaria, di salute malferma, sia fisica che psicologica, ipersensibile, imparò a leggere e a scrivere da sua madre. Con metodi severi e tirate d’orecchie! «na marra bê-a-bá e puxão de orelha». Quanto alle sue prime scoperte sul potere della parola, fu merito di suo padre. Un uomo illetterato, analfabeta ma «che ogni sera le raccontava um caso, una storia, una racconto fiabesco. La trama era sempre la stessa, ma le avventure venivano continuamente reinventate».
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• Sua madre l’iscrisse alla scuola elementare “Coronel Joaquim José” nel 1947. Qui Orides incontrò per la prima volta il figlio d’un medico, il futuro critico letterario Davi Arrigucci Júnior. «Era una mia compagna di classe - racconta questi. - Era una bambina piuttosto particolare, e tale sarebbe rimasta per tutta la vita, perché non riusciva a controllare né le risate né le lacrime». A sostegno di queste affermazioni, Neusa Menezes, cantante e insegnante di canto, diceva che Orides frequentava con suo padre le sale cinematografiche: «Quelli che li vedevano, andavano a sedersi il più lontano possibile, perché lei interagiva con i personaggi sullo schermo gridando a gran voce. Per lo meno, quando non leggeva i sottotitoli ad alta voce al padre analfabeta.»
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• Nel 1951, fu iscritta al liceo São João, dove cominciò a scrivere i suoi primi sonetti e studiò la metrica. In quel periodo lesse Gonçalves Dias ma anche Manuel de Bandeira e Alphonsus de Guimaraens, poeta simbolista. All'età di 15 anni, entrò alla Scuola Normale Cristiano Osório de Oliveira, dove conseguì il diploma di maestra d'asilo.
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• Nel 1956, cominciò a pubblicare le sue prime poesie sul giornale”O municipio”. Davi Arrigucci riferisce «Di tanto in tanto, leggevo le sue poesie sui giornali... Sonetti parnassiani di gusto mediocre, più o meno in linea con ciò che era in voga nelle città dell’entroterra». Dal canto suo, Orides stessa riconosceva lo scarso potenziale creativo dei suoi primi scritti.
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• Tra i 16 e i 25 anni, cominciò a lavorare in un istituto prescolare. Fece molte letture, il suo stile cominciò ad affermarsi. Le principali influenze poetiche che ella riconosceva, furono prima di tutto, Carlos Drummond de Andrade e Fernando Pessoa, poi Alfonsus de Guimaraens Filho e Cassiano Ricardo. Per la prosa: Guimarães Rosa.
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• Sua madre Laurinda morì nel 1964. In quell’epoca, Davi, che seguiva a São Paulo i corsi del saggista e rinomato critico Antonio Candido, scoprì le qualità liriche di Orides dopo aver letto la poesia Elegia, «una poesia magnifica». La mostrò, insieme ad altre, ad amici e professori. E finalmente queste poesie furono pubblicate sul Suplemento Literário del giornale "O Estado de S. Paulo". Davi era dell’opinione che queste poesie possedessero «uno spirito molto filosofico» e consigliò a Orides di venire a studiare filosofia all'USP, l'Università di San Paolo. Nel 1966, ella si trasferì nel cuore della città, alla "Casa do Estudante", una residenza per studenti a basso reddito.
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• Il suo trasferimento nella capitale fu uno choc sotto molti aspetti, in un Brasile segnato dalla censura, da campus universitari sotto sorveglianza capillare e da una palese mancanza di fondi per la cultura. A partire dal 1968, Orides strinse amicizia con Olgária Matos, una studentessa di filosofia, ma appartenente a un ambiente più agiato. La sua casa era un baluardo di libertà, dove le discussioni vertevano spesso sulla situazione politica del paese e dove Orides poteva condividere le sue riflessioni sulla questione sociale (la povertà) e sulle tesi marxiste dell'epoca.
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• Nel frattempo, compose e organizzò, insieme all'amico Davi, attorno a un nucleo di poesie ben definite, la sua prima raccolta, Transposição. Essa conteneva già "le caratteristiche più evidenti della sua poesia, ovvero: la perspicacia, un’acuta lucidità, una grande capacità di sintesi e un carattere distruttivo, il tutto rappresentato in modo incisivo, chiaro e asciutto"(Davi Arrigucci). Questa raccolta venne poi pubblicata dall'Istituto spagnolo dell'USP nel 1969, lo stesso anno della sua iscrizione al corso di Storia della Filosofia.
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• L’anno successivo, si iscrisse al corso di Filosofia generale tenuto da Marilena de Souza Chauí, un’insegnante tornata dalla Francia dove aveva preparato la sua tesi su Spinoza. Avevano quasi la stessa età e andavano molto d'accordo, e Orides diventò sua assistente. È in questo ruolo che scoprì un autore che le avrebbe lasciato un'impressione indelebile: Diogene di Sinope, detto il Cinico. Un uomo «che viveva come un mendicante» secondo il suo biografo, Diogene Laerzio. Diogene era solito ironizzare sul lavoro sociale che va al di là del necessario e serve solo a incrementare la schiavitù e il potere.
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• Forse furono queste idee "ciniche" ad aver influenzato Orides. In ogni caso, descrivono piuttosto bene il suo stile di vita e il suo destino.
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• Si laureò in filosofia nel 1972. In quello stesso anno, cominciò a frequentare la funzione religiosa settimanale del primo centro Soto Zen del Sud America. Pur essendo una fervente cattolica, si "convertì" e divenne monaca nella prima classe di monache buddiste Zen e fondatrice del tempio Busshinji nel quartiere di Liberdade. A testa rasata, ella ricevette il nome di Myoshen Xingue (Spirito in fiore).
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• Conclusi i suoi studi, insegnò in una scuola pubblica di Penha, nella zona est di São Paulo. Ma fu un'esperienza di breve durata. Soprattutto perché la filosofia, come disciplina, sarebbe stata eliminata dai programmi di insegnamento dalla dittatura militare.
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• Nel 1973, Davi le presentò il critico Antonio Candido che le scrisse la prefazione per il suo secondo libro Helianto, affermando che la poetessa «produce molto significato usando poche parole». Anche Orides riconosce in questa raccolta l'influenza superficiale dei concretisti e la qualifica addirittura come «la sua opera più bizantina». Ecco cosa avrebbe poi detto al riguardo: «Ho letto Mallarmé, Baudelaire, Góngora. E hanno avuto scarso effetto su di me: ciò che ero, lo ero già. Per questo non sono e non sono mai potuta essere un’innovatrice; piuttosto ho acquisito una padronanza e un modo personale di confrontarmi con ciò che ho ricevuto dal mio ambiente sociale».
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• Passarono circa una decina d’anni, tra la comparsa della sua seconda e della sua terza raccolta poetica. Va detto che la sua vita a São Paulo era difficile. Orides viveva con una misera pensione e con il sostegno di pochi amici. Abitava in minuscoli appartamenti, senza pagare l'affitto, vicino al Minhocão (una superstrada sopraelevata), subendo frequenti sfratti che peggiorarono la sua salute, sia fisica che mentale. Quanto al suo carattere e alla sua difficoltà nel costruire e mantenere relazioni, le opinioni a volte divergono radicalmente. Noi riportiamo quella di Donizete Galvão: «Era un angelo stravagante, una vera anticonformista. Era sarcastica nei suoi commenti, spietata, intelligente e selvaggia. Capace di creare un'atmosfera tesa e di criticare con veemenza la lettura di altri poeti.».
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• Nel 1983 apparve Alba, la raccolta della sua maturità poetica che avrebbe ricevuto il Premio Jabuti. Vi si ritrova il suo minimalismo verbale con sottili tocchi di buddismo e di metalinguaggio.
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• Nel 1986, in rapida successione, pubblicò Rosacea. Questa raccolta, pubblicata in modo piuttosto frettoloso, risentì del successo della precedente.
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• Nel 1996, Teia ricevette il Premio dell'associazione dei critici d'arte di São Paulo (APCA). In quest'opera, l'autrice esplora le interconnessioni tra l'essere e il nulla.
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• Negli ultimi anni della sua vita, Orides, sfrattata dal suo appartamento in affitto a São Paulo, in via Cesário Mota, nel quartiere di Vila Buarque, tornò a vivere alla stessa Casa dello Studente dei suoi inizi. All’età di 55 anni, condivise la sua stanza con giovani di tutte le età. Uno di loro, uno studente peruviano, trovandola in preoccupanti condizioni fisiche, chiamò i soccorsi.
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• Orides Fontela, affetta da tuberculosi, fu ricoverata all’ospedale Mandaqui di São Paulo. Per motivi finanziari, presto fu trasferita al sanatorio di Campos do Jordão, dove sarebbe mancata il 2 novembre 1998. Davi Arrigucci Jr. pianse così la sua morte: «È morta là, da sola... Non avevamo saputo nulla... solo un necrologio sul giornale».
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