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• «Sono nato in una libreria», ci racconta José nella sua autobiografia: Quem, eu? Um poeta como outro qualquer «o meglio, in una stanza proprio accanto alla libreria-cartoleria-tipografia». «Un tempo i bambini non nascevano all’ospedale, ma in casa, assistiti da una levatrice o da un amico medico.»
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• «La camera dei miei genitori era la prima della casa, proprio dietro la libreria, le cui larghe porte di legno blu davano sulla Via del Commercio – più tardi ribattezzata Via Prudente Morais, con grande disappunto di mio nonno, che non nutriva alcuna simpatia per i repubblicani, rimproverando loro di aver mandato in esilio l'ex imperatore Dom Pedro II, il cui ritratto campeggiava nel suo salotto.»
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• «Portoghese, approdato in Brasile in gioventù, aveva condotto una vita avventurosa come pompiere e soldato sotto Floriano Peixoto, per poi diventare tipografo e proprietario di un giornale a Ribeirão Bonito. Lì sposò mia nonna, Cândida Marçal, detta Dona Zizinha, una narratrice senza pari che ci raccontava storie di folletti, streghe e fantasmi». Dopo la nascita di tutti i figli, inclusa mia madre Diva, la famiglia si stabilì a Taquaritinga.
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• «Anche mio padre, in quanto portoghese, non aveva mai perso del tutto il suo accento. Aveva ricevuto solo l'istruzione elementare, ma essendo intelligente, abile e intraprendente, era stato titolare del settimanale “As Notícias” e di uno studio di contabilità e assicurazioni, prima di diventare rappresentante di commercio.» «Possedeva una piccola biblioteca composta da romanzi gialli e opere sulla massoneria, di cui era membro. Oltre a essere abile nella falegnameria, era un eccellente cuoco. I suoi piatti deliziavano la famiglia, a differenza di quelli di Dona Zizinha, che invece divorava i romanzi di cappa e spada e i romanzi rosa della collana “Signorine”».
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• Fu in questa dimora dall'atmosfera singolare, tra i racconti fantastici di Dona Zizinha, quelli di Jules Verne e l'alchimia di inchiostri e caratteri tipografici, che José crebbe, prima di entrare nel 1938 nella scuola di Araçatuba, città in cui si erano trasferiti i suoi genitori e le due sorelle.
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• Si creò così una propria "biblioteca segreta", divorando letteratura fantastica – Edgar Allan Poe, Machado de Assis – e soprattutto la raccolta “Eu” di Augusto dos Anjos, intrisa di cupezza e caratterizzata da un particolare lessico scientifico.
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• Nel 1943 scoprì Carlos Drummond de Andrade, la cui influenza è fortemente presente nella sua prima raccolta, e Manuel Bandeira, di cui ammirava la semplicità, l'ironia e la musicalità. Parallelamente, si appassionò alla chimica e si trasferì a São Paulo con l'intenzione di iscriversi al corso tecnico di chimica del prestigioso Colégio Mackenzie, ma non superò l'esame di ammissione. Dopo aver lavorato per qualche tempo come assistente dello scrittore Tito Batini, fece ritorno a Taquaritinga in seguito alla morte del nonno.
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• L'anno successivo, il suo appassionato interesse per la chimica lo spinse a guardare oltre lo Stato di São Paulo. Presentò domanda di ammissione all'Istituto di Chimica del Paraná a Curitiba, dove questa volta venne ammesso.
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• 1944-1947: si inserì nell'ambiente intellettuale locale e collaborò attivamente alla rivista letteraria “Joaquim”, diretta dallo scrittore Dalton Trevisan. Vi pubblicò le sue prime poesie e le prime traduzioni di autori quali Kafka e James Joyce.
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• Il 1947 fu l'anno di pubblicazione della sua prima raccolta di poesie, O Aluno (L'allievo), illustrata da Carlos Scliar. L'opera ricevette delle critiche da Carlos Drummond de Andrade che spinsero José ad affinare il proprio stile verso un modernismo caratterizzato da ironia e concisione.
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• Dopo aver conseguito il diploma in chimica industriale nel 1948, fece ritorno a São Paulo nel 1949 e qui strinse amicizia con "Noné" de Andrade, figlio di Oswald de Andrade, figura di spicco del movimento modernista. José saprà far propri il suo umorismo e la sua capacità di sintesi.
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• A partire da quel periodo, José iniziò il suo apprendistato, da autodidatta, approfondendo le sue conoscenze dell'inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, danese e greco (sia moderno che antico). Conduceva allora una doppia vita: per undici anni lavorò come tecnico chimico presso un laboratorio farmaceutico (i laboratori Squibb), scrivendo nel contempo regolarmente per giornali e periodici letterari.
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• Nel 1952 sposò Doroteia "Dora" Costa, prima ballerina del Teatro Municipal di São Paulo, che sarebbe rimasta la sua compagna di vita. A lei dedicò la sua seconda raccolta di poesie, Cúmplices, pubblicata nel 1951. La coppia ebbe un'unica figlia, Glaura, morta purtroppo quando era ancora neonata; José le avrebbe dedicato una poesia intitolata Nana para Glaura
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• Nel 1956 pubblicò Novas Cartas Chilenas sulla “Revista Brasiliense” con lo pseudonimo di Doroteu Critilo, nome attraverso il quale fuse i due personaggi di un classico coloniale del XVIII secolo. Sotto la maschera di un falso anonimato, offrì una chiave di lettura ironica per denunciare la corruzione e le ingiustizie della società brasiliana moderna. Questo pastiche satirico e politico sarà acclamato dalla critica come una brillante «contro-Storia».
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• Nel 1960 lasciò definitivamente l'industria farmaceutica per assumere la direzione del dipartimento editoriale della casa editrice Editora Cultrix, presso la quale aveva pubblicato la sua quarta raccolta. Vi trascorse oltre vent'anni curando il catalogo e coordinando importanti progetti enciclopedici. In particolare, nel 1967 co-organizzò e pubblicò (insieme a Massaud Moisés) il Pequeno Dicionário de Literatura Brasileira, un'opera di riferimento per la Cultrix.
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• Intorno al 1981-1982, José si ritirò in pensione, lasciando l'attività di editore. Da quel momento in poi, avrebbe dedicato la propria vita alle traduzioni e alla poesia, sia per adulti che per ragazzi.
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• Nel 1984 pubblicò la sua prima raccolta di poesie per bambini, É isso ali. Questo libro segnò una svolta nella sua carriera: il suo spirito giocoso, il gusto per la battuta di spirito e l'ironia modernista si confrontavano con l'universo dell'infanzia, consacrandolo come uno dei maestri della letteratura per ragazzi in Brasile.
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• L'anno seguente fu un anno nero: a causa di gravi complicazioni circolatorie dovute a una severa aterosclerosi, subì l'amputazione della gamba sinistra. Lungi dal chiudersi nel silenzio, questo dramma personale diventò per lui un catalizzatore letterario. Armato del suo bastone, continuò a partecipare attivamente alla vita intellettuale, in particolare come professore ospite presso l'USP e l'Unicamp.
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• Nel 1989 ricevette la Croce d'Oro dell'Ordine d'Onore della Grecia per il suo eccezionale lavoro di diffusione e traduzione della poesia greca antica e moderna in Brasile.
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• Il 1992 fu un anno importante, che vide la pubblicazione di Prosas seguidas de odes mínimas. Questa raccolta fu considerata dalla critica il culmine della sua opera poetica della maturità. Vi venivano celebrati oggetti banali della quotidianità ed eventi particolari – come nel caso del capolavoro Ode à Minha Perna Esquerda (Ode alla mia gamba sinistra), in cui l'autore rivolge un commovente e ironico addio al proprio arto amputato; quell'anno segnò anche la pubblicazione della traduzione dei Poemas de Kavafis, un'edizione di riferimento dell'opera omnia del poeta greco Konstantinos Kavafis, che consacrò il suo genio di traduttore autodidatta.
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• Nel 1996 ricevette infine il suo quarto premio Jabuti (vedi qui, alla sezione "Premi e Onorificenze”) e pubblicò la sua autobiografia: Quem, eu? Um poeta como outro qualquer.
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• Il 9 ottobre 1998 José Paulo Paes si spense a São Paulo, all’età di 72 anni, in seguito a complicazioni cardiovascolari croniche.
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