________________
|
Prólogo
|
Prologo
|
|
Nossos dramas quotidianos
não contam na milícia dos dias. Iguais às nuvens, as noites vêm e vão num redondel ou tubo. E os reveses são núcleo. Qualquer gota nos filtra. O extravio é nossa identidade. Nosso número. Tudo sucede a tudo e nós, humanos, não nos sucedemos. Nos sucedem. E o sangue é a cal do sangue, sua província. Só vinga o que adubamos com folhas de abandono. Tábuas de rebelião. Tábuas de dor, nós somos. Tábuas, tábuas do universo inviável. Tudo sucede a tudo. Sem vestígio. Insubmissos, nosso amor remonta aos astros. E é o desequilíbrio. |
I nostri drammi giornalieri
non rientrano nella schiera dei giorni. Simili alle nuvole, le notti sono un viavai in un'arena o in un tubo. E le avversità sono il fulcro. Ogni goccia ci s’infiltra. La perdita é la nostra identità. La nostra cifra. Tutto sussegue a tutto e noi, umani, non ci susseguiamo. Ci susseguono. E il sangue è la calce del sangue, la sua contrada. Cresce soltanto ciò che fertilizziamo con foglie d’abbandono. Tavole di rivolta. Tavole di pena, noi siamo. Tavole, tavole nell'universo inaccessibile. Tutto sussegue a tutto. Senza lasciar traccia. Indomabili, il nostro amore s’eleva verso le stelle. Ed è instabilità. |
________________
|
|
| Arnulf Rainer Maschera (2002) |

Nessun commento:
Posta un commento