________________
|
Considerações sobre a Morte
e seus Hábitos |
Considerazioni sulla Morte
e le sue abitudini |
|
Visitante insólita
A morte e seu consumo. A morte e seu apuro. O repuxo que ela traz, o soldo. Desde antanho concebemos seu vulto. Desde antanho a projetamos no muro do que somos. Limpa nos parece: arroio, lebre. O recuo não cabe quando, adrede, se cala. Eis o aviso prévio. Para que serve então nossa vigília, a escola, o calendário? Que argumento a demove do faro, de unha aguçada, do presságio? Desde antanho o aviso que ela dá é de hora certa, sem rádio, telefone ou rezas. O aviso é sem aviso, recibo de contas a pagar, atavios, conceitos. Está onde está. E todos mudam de lotação ou velocípede. Todos mudam de cômodos. O aluguel de nível. Todos mudam de emprego. Só a morte, desde antanho, não mudou, não se converteu ao rebanho. |
Visitatrice insolita
La morte e il suo consumo. La morte e il suo decoro. L’intento che la muove, la mercede. Sin dall’antichità c’immaginiamo il suo aspetto. Sin dall’antichità la proiettiamo sul muro che noi siamo. Pura ci appare: ruscello, lepre. Non ci si può sottrarre quando, intenzionalmente, resta in silenzio. Ecco l’annuncio previo. A che serve dunque la nostra cautela, la scuola, il calendario? Quale motivo la dissuaderebbe dal suo istinto, dal suo artiglio affilato, dal presagio? Sin dall’antichità l’annuncio che ci dà è che c’è un’ora sicura, senza radio, né telefono o preghiere. L’annuncio è senza annuncio, quietanza di conti da pagare, ornamenti, concetti. Sta dove sta. E tutti cambiano mezzi pubblici o bicicletta. Tutti cambiano ufficio. Aspirazione all’ascesa sociale. Tutti cambiano occupazione. Solo la morte, sin dall’antichità, non è cambiata, non s’è conformata al gregge. |
________________
|
| Friedrich Wilhelm Theodor Heyser Ofelia (1900) |

Nessun commento:
Posta un commento